BELLUM IN TERRIS
Mandare, andare, essere in guerra
Ricordamelo con una mail
Descrizione
BELLUM IN TERRIS
Mandare, andare, essere in guerra
ciclo pluriennale di conferenze
di Mario Isnenghi
Nell’ambito delle Celebrazioni per il Centenario della Prima Guerra Mondiale, riprende il ciclo di incontri ideato da Ateneo Veneto, Università Ca’ Foscari di Venezia, Istituto Veneziano di storia della Resistenza e della società contemporanea (Iveser) e tenuto da uno dei massimi studiosi italiani del primo conflitto mondiale, lo storico Mario Isnenghi.
La formula è già ben collaudata: all’inizio di ogni anno del lungo anniversario – 2014/2018 – il professor Isnenghi, emerito di Ca’ Foscari, autore di opere fondamentali sulla Grande Guerra, racconta in tre incontri che si tengono nell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto, quanto avvenne nello stesso anno, un secolo prima.
"BELLUM IN TERRIS. Mandare, andare, essere in guerra" si compone di una serie di 13 lezioni nell’arco di quattro anni, a ingresso libero. Alla prolusione del novembre 2014 sono seguiti gli incontri del 2015 e 2016, relativi rispettivamente al 1915 e 1916.
Quest’anno è la volta del 1917. I tre incontri programmati per tracciarne una sintesi sono:
- Mercoledì 22 febbraio: Controcanti riservati. Lettere e diari di militari e di civili
- Mercoledì 1 marzo: Dire di no. Disertori, folli, ammutinati. E processati
- Mercoledì 8 marzo: Caporetto, l’immaginario scatenato
Anno grande e terribile il 1917, in tutti i paesi e su tutti i fronti: in Russia una doppia rivoluzione, in Italia Caporetto, uno dei tanti segni che la guerra è durata troppo più del previsto, i popoli sono vicini a mollare, gli eserciti non ce la fanno più.
Si comincia a parlare di come arrivare alla pace, dall’alto o dal basso; il socialismo riprende fiato, ci sono proteste di militari, agitazioni operaie nelle città. “Il prossimo inverno non più in trincea” invoca il deputato socialista Claudio Treves, mentre entra in circolazione la lettera del 1 agosto 1917 di Benedetto XV ai capi dei paesi belligeranti, in cui definisce la guerra una “inutile strage”.
E però: ‘pace senza annessioni’? E allora che cosa si è combattuto a fare?! Bisogna pur dare un senso alla fatica e alla morte di milioni di persone. Ma quali sono i rispettivi ‘scopi di guerra’? Cosa pensano, cosa fanno gli alti comandi, gli ufficiali di trincea, le masse popolari messe in divisa, gli uomini e le donne che scrivono come non hanno scritto mai prima d’ora?
Il titolo generale del ciclo “Bellum in terris” rovescia amaramente quello della famosa 1enciclica “Pacem in terris” di papa Giovanni XXIII (1963), che era rivolta a “tutti gli uomini di buona volontà”: la violenza e la guerra infatti fanno intrinsecamente parte della storia dell’uomo, sono costitutive della storia e delle autobiografie dei popoli e degli stati. Non vuole essere dunque una provocazione rispetto agli odierni presupposti pacifisti, ma una constatazione di come sono andate le cose.
“Mandare, andare, essere in guerra” – sottotitolo generale del ciclo quadriennale - tiene aperto lo sguardo sui mandanti e gli attori del grande conflitto, su chi voleva e chi non avrebbe voluto intervenire, su chi si esaltò, chi si rassegnò e chi si oppose.
L’iniziativa si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Comitato Regionale Veneto per le Celebrazioni del Centenario della Grande Guerra e rientra nel programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione – per gli anniversari di interesse nazionale.
Aula Magna
Sponsorizzato da
Dettaglio orari e date
Disclaimer
I testi e le immagini inserite nei post sono solo in parte opere degli autori degli articoli e loro proprietà.
Immagini e testi sono talvolta tratte dal web indicando, dove possibile, fonte e autore e vengono pubblicate per scopi esclusivamente illustrativi, nel rispetto del comma 1-bis dell’articolo 70 della legge n. 633 del 22 aprile 1941, “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”.
Qualora la loro pubblicazione violasse specifici diritti di autore, si prega di comunicarlo per la tempestiva rimozione.
