A cinquant’anni dall’alluvione: il futuro di Venezia
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Descrizione
A cinquant’anni dall’alluvione del 1966 la Fondazione Cini organizza una conferenza internazionale sul futuro di Venezia Sustainability of local commons with a global value: the case of Venice and its lagoon è il titolo dell’incontro che vedrà la partecipazione di 15 esperti internazionali provenienti da discipline diverse.
Tra i relatori invitati a tenere un keynote speech anche il Direttore Generale dell’Unesco Irina Bokova e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni.
Il 4 e 5 novembre 2016, a cinquant’anni esatti dall’alluvione che nel 1966 rivelò al mondo la drammatica fragilità di Venezia, la Fondazione Giorgio Cini dedica una conferenza internazionale al futuro della città lagunare e al tema della gestione sostenibile dei beni locali comuni: Sustainability of local commons with a global value: the case of Venice and its lagoon. All’incontro interverranno 15 tra i più grandi esperti a livello internazionale di tematiche legate alla governance. Tra i relatori invitati a tenere un keynote speech anche il Direttore Generale dell’Unesco Irina Bokova e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni.
Venezia e la sua laguna rappresentano un caso emblematico di un bene comune locale, ma con una caratteristica speciale, perché a entrambe è attribuito anche un valore globale, che le rende un bene universale, una ricchezza di tutti, un patrimonio dell’umanità. La riflessione alla base della conferenza Sustainability of local commons with a global value: the case of Venice and its lagoon prende spunto dalla definizione che il premio Nobel Elinor Ostrom dà dei beni comuni (commons), ovvero quei beni la cui fruizione non può essere allo stesso tempo prerogativa esclusiva di qualcuno a svantaggio di altri, ma nemmeno libera, perché inevitabilmente l’uso del bene di qualcuno ne riduce la libertà d’accesso degli altri.
Questa dinamica produce un paradosso perché mette in contrapposizione diritti parimenti legittimi. In questo caso è allora indispensabile utilizzare quello che la Ostrom descrive come un “approccio policentrico”: all’azione delle istituzioni locali si aggiunge quella del governo nazionale e della più ampia comunità internazionale. All’interno di tale orizzonte, la questione della governance diventa prioritaria. La conferenza Sustainability of local commons with a global value: the case of Venice and its lagoon, che avrà la forma di una grande tavola rotonda nel Cenacolo Palladiano dell’Isola di San Giorgio Maggiore, si propone di affrontare queste tematiche invitando esperti internazionali di varie discipline: economia, ecologia, politologia, sociologia, turismo, urbanistica, giurisprudenza, cultural heritage, che nell’arco di due giornate presenteranno le loro riflessioni e proporranno le loro soluzioni, prendendo spunto proprio dalla situazione di Venezia e della sua laguna: un caso esemplare di bene comune locale di valore globale.
I relatori invitati a partecipare sono: Irina Bokova, Direttore generale UNESCO; Paolo Gentiloni, Ministro italiano degli affari esteri; Francesco Bandarin, Assistente del Direttore generale per la cultura UNESCO; Bonnie Burnham, ex Presidente del World Monument Fund; Joan Busquets, Urbanista, Harvard University; Richard Sennett, Sociologo, London School of Economics; Ignazio Musu, Professore di Economia dell’ambiente, Ca’ Foscari University of Venice; Simon Levin, Ecologista, Princeton University; Yves Mény, studioso di Scienze Politiche, Preside della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna, Pisa; Charles Perrings, Economia dell’ambiente, Arizona State University; Michela Fontana, Scrittore; Pier Vellinga, Climatologo, Wagenigen University; G.W. Richards, Leisure Studies, Tilburg University; Charles Landry,Scrittore e Urbanista.
La conferenza si terrà in lingua inglese. E’ previsto un servizio di traduzione simultanea.
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