Croccante
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Description
Croccante è un progetto legato all’estetica di Internet che produce tre progetti site specific: Sugar snap pea; Acquario; Free Royalty Rave Party.
Le sensibilità dell’artista Melania Fusco, di Marco Casella e del duo Marzocchi-Pajè origineranno, ognuno a partire dalla sua specifica individualità e genere, dei progetti inediti che ragionino tutti su come il paradigma di internet abbia modificato la fruizione di spazi e tempo libero.
Una post-internet saga che lega le pratiche di artisti italiani con una loro specificità al panorama del cosiddetto “stile internazionale” senza omogenizzarne le forme.
La parabola dell’arte di “internet”, databile a partire dalla comparsa del termine Net Art, passando al
post-internet per sfociare nell’epoca millenial e della riproducibilità digitale massiva, si delinea con nuovi confini per le forme e per l’estetica:
La società di internet si basa sul consumo di energia elettrica e tempo libero fabbricando immaginari sulle e per le reti. I tratti e le opere “prime” di queste nuove “sequenze formali” sono ancora poco definibili seppur la comparsa di Internet come strumento utile e “per tutti” sia del 1994.
Nel contesto del Sale Docks a Venezia, Croccante interroga il “turismo esistenziale” di cui artisti e curatori compresi, sono vittime: gesti come ‘farsi un selfie’, chiedere all’Iphone come regolare il sonno, sentirsi smarriti senza google maps sono comportamenti routinari del sentire collettivo.
I corpi vagano spossessati della loro sensazione spazio-temporale, i giovanissimi non sanno orientarsi su una cartina geografica.
Le politiche della rete ci immettono in un contesto sempre più chiuso anche a fronte di una “navigabilità” infinita. I riti collettivi si modificano in questo paradigma estetico “dipendente” dalla visualità da “browser” che Internet produce nelle menti e nell’inconscio collettivo.
Sono spariti i riti collettivi? Certamente no, si sono solo spostati in dimensioni macro-commerciali come per esempio le tende piantate davanti ai centri commerciali o le code dinanzi agli Apple Store.
Quanto ci costano le nostre iper-connessioni? Con che infrastrutture l’esistente si apre alla percezione, allo spazio, alle superficie e ai colori proprie delle immagini?
SITE SPECIFIC PROJECTS
Croccante presenterà:
il video glitch Acquario di Filippo Marzocchi & Mattia Pajè. La performance con macchina da zucchero Sugar Snap Pea di Melania Fusco e un soundevice di Marco Casella chiamato Free Royalty Rave Party. Lo spazio sarà ridisegnato con banner e interventi studiati a corredo dell’estetica “demos-liberal” di Internet, utilizzando pvc e materiali sintetici.
Lavori pensati per proporre delle visioni intime e avvolgenti. Due performance-installative ed un video prodotti ad Hoc che visualizzino degli accadimenti incentrati su alcuni aspetti riconducibili ad internet e contemporaneamente “fuori da internet”, per richiamare la pioniera Marisa Olson.
Architettura vetrina, sparizione del tempo libero, dipendenza da internet, “vite a sfioro” come cambiano il paradigma di vita attuale?
Queste risposte non le danno gli artisti, ma attraverso essi si propagano queste forme visive si alterano influenzandoli: Mika Rottemberg, ad esempio, apre un negozio vietnamita come sua opera utilizzando il video, lo spazio e l'estetica kitsch per significare la sua installazione-cinema; il duo Mattes propaga un virus all’interno dei computer della Biennale di Venezia. Come reagiscono gli artisti a questo tipo di paradigma? Il cambiamento è davvero di portata planetaria o è pura distrazione di massa?
In un’epoca in cui tutto deve essere “turbo” e le risposte prive di un tempo dedito all’analisi critica, l’impoverimento culturale porterà alla scomparsa dell’Homo Sapiens soppiantato dall’Homo Economicus come suggerisce Olav Vilnius?
Croccante si appropria di alcuni aspetti positivi dell’epoca dell’immagine virale, della gif e della social life, elaborandoli in performance volte a riflettere sull’epoca attuale. Il tempo libero pare polverizzato da un’infinita serie di impulsi che viaggiano "a sfioro" nelle nostre menti assumendo le forme di Icone, di tag, di like. “Croccante”, parola molto usata nella messaggistica istantanea italianeggiante, diviene una parola-dispositivo volta a assillare questo tempo polverizzato, queste fratture dell’intrattenimento, questo ‘scrolling’ Instagram che sgrammatica la lingua. Cosa ci rimane del dopo internet a-storico? Gli avvenimenti paiono susseguirsi privi di cronologia ed il presente è un ripetersi di gesti smaniosi. Croccante, come post-internet saga, cerca con umiltà di mettere a nudo questi meccanismi, sfogliando in profondità le pagine diafane del libro delle reti.
INCONTRI
A sostegno di una griglia teorica funzionale al tema delle performance verranno invitati Marco Baravalle ed altri ospiti in via di conferma a dare corpo ad una serie di interventi, lectio o lectures che, come a collegare una costellazione, interromperanno il flusso continuo ed il ripetersi delle “Macro Performance” estese nello spazio temporale e tra le alte mura antiche dell’architettura ospitante.
Un workshop notturno, volto a numerare e a schernire l’apparato di videosorveglianza di Venezia verrà proposto ai partecipanti da g. olmo stuppia ispirandosi al concetto di scomposizione urbana e deriva tanto caro alla neoavanguardia situazionista.
CROCCANTE FINAL PARTY 30.10 h21-01.00
Le performance avranno luogo in un susseguirsi continuo, interrotte solo da una costellazione di momenti teorici. Le sere di Croccante saranno poi coronate dal Croccante Final Party del 30/10 in cui l’artista Marco Casella e il Dj Alexander Darkish si esibiranno in due originali live set
g. olmo stuppia
S.a.L.E-Docks
S.a.L.E. è uno spazio indipendente per le arti contemporanee fondato 2007 da un gruppo di attivisti che ha occupato uno dei Magazzini del Sale, spazio da tempo in disuso nel cuore di Venezia. Da allora il nostro intento è quello di rovesciare quei processi che privatizzano i commons culturali. Tentiamo di farlo affrontando alcune questioni: la relazione tra grandi capitali investiti nell'arte e la precarietà endemica del lavoro culturale, l'uso neoliberale dell'arte come dispositivo di cattura del pensiero e degli immaginari sovversivi, il link tra arte, finanza, rendita e gentrificazione. Il S.a.L.E. lavora su livelli diversi, ma intrecciati. E' spazio aperto verso gli operatori culturali locali e, al tempo stesso, cura progetti culturali internazionali. Il S.a.L.E. organizza seminari, mostre, workshop, con ricerche e azioni pubbliche che sperimentano modelli di produzione culturale alternativi alla logica neoliberale.
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