Art Night Venezia 2026 al Conservatorio di musica
Una maratona di concerti nel segno della pace
Save the date
Description

PROGRAMMA
19.00 “Quale pace?”
La musica, di per sé, non ci richiederebbe un’esplicita interrogazione sul presente, né tantomeno un’interrogazione sul concetto di pace. Tuttavia, finché la musica verrà praticata e usufruita in luoghi pubblici, all’interno di progetti collettivi e in forme istituzionalizzate, è del tutto illusorio pensare di poter condurre la propria attività musicale senza chiedersi quali siano le condizioni che la garantiscono. Per citare il poeta Marwan Makhoul: “In order for me to write poetry that isn’t political/ I must listen to the birds/ and in order to hear the birds/ the warplanes must be silent”. (Yun Zhang)
L.van Beethoven (1770-1827)
Sonata nº27 in mi minore op. 90
Mit Lebhaftigkeit und durchaus mit Empfindung und Ausdruck
Con vivacità ma sempre con sentimento ed espressione
Nicht zu geschwind und seht singbar vorzutragen
Non tanto mosso e molto cantabile
Yun Zhang, pianoforte.
19.30 San Francesco a Venezia - Oratorio di Paolo Notargiacomo
A cura di Stefania Lucchetti insieme ai Dottorati Paolo Notargiacomo e Cecilia Vendrasco.
Si tratta di un breve oratorio sul passaggio di San Francesco a Venezia, origine della ricca tradizione del francescanesimo veneziano, in occasione dell'Anno Giubilare Francescano (ottavo centenario della morte del Santo d'Assisi). La storia racconta, appunto, gli episodi della vita di San Francesco legati al suo soggiorno veneziano di ritorno dal viaggio in Egitto, e l'eredità culturale, simbolica, morale e spirituale di tale passaggio, con particolare riferimento al messaggio di fraternità, di pace e di carità portato dal Santo.
Luigi Ciriolo, narratore; José Angel Sánchez, tenore; Raffaella Rizzi, clarinetto; Samuel, Berton e Melania Pasi, percussioni; Mauro Cecchin e Paolo Notargiacomo, pianoforti; coro di voci bianche.
20:00 Musica antica
Apollo e Dafne (HWV 122) è una cantata profana composta da Georg Friedrich Händel tra il 1709 e il 1710. Händel iniziò il lavoro a Venezia nel 1709, e lo completò ad Hannover, dopo il suo arrivo nel 1710 per assumere l'incarico di maestro di cappella presso l'Elettore di Sassonia.
Il libretto rielabora il mito ovidiano dell’amore non corrisposto di Apollo per la ninfa Dafne, intrecciando scene di idillio pastorale a momenti di intensa tensione drammatica. Pur nella dimensione “da camera”, la scrittura rivela una sorprendente forza teatrale: i recitativi delineano con chiarezza l’azione, mentre le arie scavano nei moti interiori dei personaggi con finezza psicologica.
Il carattere brillante e la linea melodica agile restituiscono l’ebbrezza dell’innamoramento, creando un contrasto emotivo tanto più efficace con l’esito tragico del mito. In questa pagina si coglie già il talento di Händel nel coniugare eleganza formale e immediatezza espressiva, qualità che renderanno il suo teatro musicale tra i più coinvolgenti del Barocco europeo.
George Frideric Handel (1685 – 1759)
Cantata Apollo e Dafne (La terra è liberata) HWV 122
- Recitativo (Apollo): La terra è liberata!
- Aria (Apollo): Pende il ben dell'universo
- Recitativo (Apollo): Ch'il superbetto Amore
- Aria (Dafne): Felicissima quest'alma
- Recitativo (Apollo e Dafne): Che voce. Che beltà!
- Aria (Dafne): Ardi, adori, e preghi in vano
- Recitativo (Apollo e Dafne): Che crudel!
- Duetto (Apollo e Dafne): Una guerra ho dentro il seno
- Recitativo (Apollo): Placati ai fin,
- Aria (Apollo): Come rosa in su la spina
- Recitativo (Dafne): Ah, ch'un Dio non dovrebbe
- Aria (Dafne): Come in Ciel benigna stella
- Recitativo (Apollo e Dafne): Odi la mia ragion!
- Duetto (Apollo e Dafne): Deh, lascia addolcire quell'aspro rigor
- Recitativo (Apollo e Dafne): Sempre t'adorerò!
- Aria (Apollo): Mie piante correte
- Aria (Apollo): Cara pianta, co' miei pianti
20.30 Musica da camera, metafora di convivenza pacifica
A cura della professoressa Luisa Messinis con la collaborazione di allievi del Conservatorio Benedetto Marcello.
F.J Haydn Trio in sol maggiore Hoboken XV:25
Andante
Poco Adagio
Finale-Rondo, in the Gipsies style.Presto
Martina Cavalieri, pianoforte; Mattia Pilotto, violino; Beatrice Bertagnin, violoncello.
21.00 Oltre i confini - Ensemble Musica Contemporanea
A cura di Giovanni Mancuso, Francesco Pavan e l’Ensemble di Musica Contemporanea del Conservatorio di Venezia.
Un percorso sonoro pensato per Art Night 2026, che presenta variegate musiche d’insieme provenienti da eterogenee aree geografiche, che interpretano la modernità e la contemporaneità nei suoi temi più attuali ancora estremamente vivi. Un punto fondamentale per esprimere la forza e l’energia della musica, soprattutto d’insieme, strumento capace di valicare ogni forma di barriera culturale e sociale, aprendo a nuovi orizzonti e prospettive più ampie e condivise.
Zoltàn Jeney (1943)
YANTRA (1972)
Frederic Rzewski (1938-2021)
LES MOUTONS DE PANURGE (1969)
Louis Andriessen (1939-2021)
WORKERS UNION (1975)
Anna Basso, Celeste Bordin, Alessia Camarin, Cristina Ferraioli, voci; Laura Napolitano, flauto; Matteo Michielon, Edoardo Scardellato, saxofoni; Nicolò Cristante, tromba; Aurora Semenzato, violino; Giorgia Zago, chitarra e chitarra elettrica; Francesco Fancel, Dolores Privitera, pianoforte e celesta; Samuel Berton, percussioni; Giovanni Mancuso, Francesco Pavan, direzione.
21.50 Vox
Verrà proposto l'ascolto di Vox 1, in cui l'autore Trevor Wishart trasforma la voce umana in un territorio sonoro in continua metamorfosi. Lontana dall’uso tradizionale del canto o del linguaggio, l’opera esplora respiri, grida, sussurri e fonemi come materia prima per costruire un paesaggio acustico primordiale, quasi rituale.
22.00 fiori siamo...
In quella sorta di diario intimo che sono gli “Játékok” di György Kurtág, “fiori siamo noi umani…” è una frase che ritorna di frequente. La si trova, a volte accompagnata da altri pensieri, a introdurre brani spesso fatti di pochi, espressivissimi, gesti sonori intrecciati: con un motto, con poche sillabe, si genera una straordinaria capacità di comunicare, di “toccare” chi ascolta.
Questa è la lezione di Kurtág: la musica nasce dal gesto, dal desiderio di contatto verso/con/contro l’altro. La musica è relazione umana, teatro dove sperimentare, e raffinare fino al sublime, la nostra capacità di concordia.
Il programma che si propone intreccia, come messaggi dall’uno all’altro, brani tratti dagli “Játékok” per pianoforte a quattro mani con echi da Schumann, Janáček, altri riferimenti kurtagiani, brani che magicamente sanno tradurre in musica la complessità, la difficoltà e la meraviglia dei rapporti umani.
György Kurtág (1926 - in attività)
Scelta dagli “Játékok” per pianoforte a quattro mani
Robert Schumann (1810 - 1856)
Scelta dalle Kinderszenen per pianoforte
Leos Janáček (1854 - 1928)
Sonata 1905 “Sulla strada”, 1º tempo
Agata Bordignon, Chiara Di Crescenzo, Dolores Privitera, Silvia Tesser; pianoforte.
22.30 Progetto Sunrise - Quartetto per la pace
Sette quartetti si "fondono" in un sestetto. La pace è collaborazione, condivisione, compassione, empatia. Le armonie del sestetto di Tchaikovsky *Souvenir de Florence* (op.70) scritto dal compositore nel 1890, permette tutto questo.
P. I. Tchaikovsky (1840 - 1893)
Serenata Le souvenir de Florence, op. 70.
23:00 Brass Peace Time
L'*Inno alla pace* di Rossini, composto nel periodo parigino, lontano dai teatri d'opera, rappresenta la produzione matura e più intima del compositore. Il brano riflette un desiderio di armonia e serenità, lodando la pace come fonte di ricchezza e gioia. Si tratta di un inno che eleva la pace come valore supremo, unito alla tipica raffinatezza melodica rossiniana.
Gioachino Rossini (1792 - 1868)
Inno alla pace (1850) per baritono, coro e pianoforte
Laboratorio di ottoni in collaborazione con le scuole di Corno, Tromba e Trombone a cura di Padoan Claude e docenti collaboratori Fabrizio Nasetti e Antonio Sicoli.
23.30 Fra Musica e Pace
La pace non è lo strumento che evita o cessa le guerre ma anzitutto lo stato di “armonia” che serve per prevenirle.
Da quando esiste l’uomo le guerre non hanno mai smesso di essere combattute: il tempo passa, ma ancora uomini e donne cadono sotto le bombe, a volte pregando, a volte maledicendo, a volte sperando…
Cosa può fare la musica per la pace? L’arte, come la pace, è intimamente connessa alla natura dell’uomo e la musica, nella sua intrinseca disposizione a stabilire legami, può sanare la natura umana, ha una funzione preventiva ed educativa e possiede inoltre, per chi crede, un’intima relazione con la vita soprannaturale.
Per un musicista dunque la pace non è un’utopia: diversi i toni, differenti le note ma se articolate insieme, con sapienza, diventano dimostrazione che insieme, nella differenza, si può comporre, armonizzare, coesistere, collaborare, ricreare.
Inoltre la musica d’insieme prevede l'interazione tra diversi strumenti che non si sovrappongono, ma ciascuno, con il proprio talento, la trasforma in un canto collettivo: è proprio in questo spazio riservato, nello stesso tempo intimo e condiviso, che oggi è possibile connettere speranze e desideri, probabilmente senza clamori e senza azioni decisive ma con quella seduzione che sa colpire nel profondo.
Musica insieme che è richiamo alla vita, bisogno di futuro.
Claude Debussy (1862 - 1918)
Trio in sol per violino, violoncello e pianoforte
Andantino con moto allegro
Vittoria Marsibilio, violino; Giovanni Bernardinello, violoncello; Agata Bordignon, pianoforte.
Lili Boulanger (1893-1918)
Nocturne per flauto e pianoforte
Andrea Piazza, flauto; Yun Zhang, pianoforte.
Eugene Bozza (1905-1991)
Ballade per trombone e pianoforte op.62 (1944)
Maxim Turavets, trombone; Michele Cocco, pianoforte
00:00 Quasi Variations
Trio per flauto, violino e pianoforte composto nel 1946 da un compositore purtroppo ancora sconosciuto: Thomas de Hartmann. Al suo interno una mescolanza di musiche provenienti da varie fonti, tra cui danze popolari, musiche del folklore, musiche di area romantica, musica cinematografica, e tanto altro.
Thomas Aleksandrovic de Hartmann (1884-1956)
Trio “Quasi Variations” op.75 (1946)
Andantino, Molto Andante, Promenade, Interlude (Larghetto), Presto, Nocturne (Lento), Rythme ucraïnien (Vivo), Finale-Coda
Alyona Pradal, flauto; Aurora Ferro, violino; Valerio Urzi, pianoforte.
00:30 BREATH FOR PEACE
Il respiro, azione necessaria e indispensabile per la vita, accomuna tutti gli esseri umani, diventando simbolo universale di vita, dialogo e pace.
E’ anche il gesto che ci consente di suonare il flauto dolce e di esprimere differenti atmosfere e stati d’animo. Nella musica antica il soffio del flauto dolce è intimo, umano, fragile...non impone, ma incanta e persuade; nella musica contemporanea è invece sussurrato o più spesso gridato ... teso o strappato, cerca il modo di esprimersi e farsi sentire, quasi che respirare normalmente non basti più a invocare il diritto alla vita.
Giovanni Antonio Pandolfi Mealli (ca 1630 - ca 1669)
Sonata Op.4 No.1 La Bernabea per flauto dolce e basso continuo (1660)
Anna Bódi, flauto dolce; Miron Konjevič, clavicembalo
Anne Danican Philidor (1681-1728)
Suite in re minore per flauto dolce e basso continuo dal Premier livre de pieces (1712)
- Lentement II. Fugue III. Courante IV. Notes égales V. Fugue.
Anna Bódi, flauto dolce; Miron Konjevič, clavicembalo.
Hans Ulrich Staeps (1909–1988)
Virtuose Suite (1961)
III. Andante moderato con grand’espressione IV. Presto possibile.
Anna Bódi, flauto
01:00 Imagine
*Imagine*, il brano che forse rappresenta più iconicamente il silenzio delle armi, la speranza e la fratellanza per un futuro migliore, è diventato famoso in tutto il mondo ed è stato scritto da John Lennon in coproduzione con la moglie Yoko Ono. Altre importanti stars hanno cantato tale inno in performance rimaste memorabili come quella di Patti LaBelle, anche con Anna Oxa, e quella dell’ultimo festival di Sanremo che ha visto sul palco la cantante Noa con Mira Awad cantando il testo in 3 lingue diverse: ebraico, arabo e inglese.
John Lennon (1940 - 1980)
Imagine (1971)
Allievi della classe jazz, coordinati dal prof. M. Alfonso e direzione ed esecuzione al pianoforte Prof. Stefano Cheli.
01.20 THE BEST FORM OF GOVERNMENT IS NO GOVERNMENT AT ALL
Anarchia, contestazione, disobbedienza
“The best form of government is no government at all” , uno dei frammenti del Saggio sulla Disobbedienza civile di Henry David Thoreau scelti da John Cage per la sua Song n.35, è il titolo che abbiamo voluto dare a questa festosa e appassionata incursione nella musica che prende posizione, che disobbedisce, che contesta e deride il potere costituito.
Lo stesso potere che – contando sulla nostra indifferenza – ci vorrebbe trascinare costantemente nelle logiche deliranti della guerra. Dalla denuncia degli orrori della guerra in Vietnam di Andriessen all'azione musicale politica di Cardew, dalla fantasia irrudicibile ed anarchica di Cage al graffio sarcastico di Frank Zappa, questo programma sembra volerci dire che la musica può essere un formidabile dispositivo di boicottaggio della guerra e dell'oppressione.
Louis Andriessen (1939 - 2021)
Dat Gebeurt in Viet(1973)
Cornelius Cardew (1936 - 1981)
The proletariat seeks to transform the world
Frank Zappa (1940 - 1993)
Charles Ives (1969)
John Cage (1912 - 1992)
da Song Books (1970) Song n.35
Frank Zappa
Plastic People (1965)
Paolo Busolin, Pietro Asolari, Patrizio Manfrin, Cristina Rosafio, Benito Curcio, Giada Gatti, Silvia Tesser, Cecilia del Favero, Xie Xinyuan, Chen Xiaojie, Huang Wenjing, Ma Zhuangchen, Yu Leming, Wang Xinyi, Liao Siqi, Zoe Mariti, Kseniia Sitnikova, Erik Casanova, Anna Barbini, Wang Zixuan, Yang Chen, Alyona Pradal, Natalia Gutkowska, Elisabetta Tonello, Giorgia Zaco, Cristina Ferraioli, Stefania Achille, Giovanni Mancuso.
Sponsorizzato da
Show dates details
Disclaimer
I testi e le immagini inserite nei post sono solo in parte opere degli autori degli articoli e loro proprietà.
Immagini e testi sono talvolta tratte dal web indicando, dove possibile, fonte e autore e vengono pubblicate per scopi esclusivamente illustrativi, nel rispetto del comma 1-bis dell’articolo 70 della legge n. 633 del 22 aprile 1941, “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”.
Qualora la loro pubblicazione violasse specifici diritti di autore, si prega di comunicarlo per la tempestiva rimozione.
