13 Jul 2016 Hour 18:00
Fondazione Querini Stampalia

La notte famosissima

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Description

Il Redentore nella tradizione popolare.

Un viaggio alla scoperta della celebre festa, attraverso documenti d’archivio inediti e i dipinti della collezione Querini Stampalia.
Un percorso a tema che si snoda tra le opere del Museo e della Biblioteca per ri-scoprire gli aspetti storici e popolari di una tradizione che dura da secoli.
Un racconto che mette al centro Venezia e le sue tradizioni, per una festa in cui convivono sacro e profano e che, ancor oggi, è tra le più amate dai veneziani.
Vari gli aspetti affrontati: dalla peste con le sue rappresentazioni, al progetto palladiano della Chiesa del Redentore, all’iconografia di questa solennità.
E un ospite a sorpresa, direttamente dal passato, evoca suggestioni e sfondo storico della ricorrenza.

La tradizione del Redentore risale al 1577 e ricorda la fine di una terribile pestilenza, festeggiata con l’edificazione dell’omonima basilica progettata da Andrea Palladio sull’isola della Giudecca.
Nel corso della visita si affronta il tema della peste a Venezia (1348, 1576, 1630) raccontata attraverso i documenti conservati nel fondo della Biblioteca.
Dal Quattrocento a Venezia si apre sull’argomento un vivace dibattito in campo medico nel tentativo di individuarne le cause, predisporne la prevenzione ed in collaborazione con indicarne le terapie. Il Fasciculus medicinae, del 1493, ne è una prima chiara testimonianza: riporta la nota xilografia dell’appestato ed offre la prima lunga disamina di Pietro da Tossignano. Ricchissima per due secoli la produzione bibliografica ad opera dei maggiori esperti del tempo. La Biblioteca ne conserva diversi esemplari. Ad essa si sommano in campo preventivo bandi e gride emanati dai Provveditori alla Sanità dal XV al XVII secolo. Notevole infine l’iconografia sulla peste: incisioni del Lazzaretto Vecchio e Nuovo, immagini dei
medici della peste, il morbetto, come venne definita.

Cessata la peste, in città si apre il dibattito sulla costruzione della chiesa del Redentore, commissionata ad Andrea Palladio nel 1577 come ex voto. Il cantiere termina nel 1592. Luogo di culto dei veneziani, diventa ben presto anche uno dei simboli universali della creatività architettonica, annoverato tra “le Fabriche cospicue”, i monumenti simbolo della città. Da Albrizzi a Francesco Zanotto, da Cicognara a Paoletti e Lazzari, rivive nelle incisioni il “mito” palladiano tra Settecento e Ottocento.
Venezia nel XVIII secolo codifica sempre più le sue feste tradizionali in un preciso calendario “laico e religioso” che va dal Carnevale alla Regata Storica. Partendo dalle opere in Museo di Gabriel Bella - La notte del Redentore, Il corso nel canale della Giudecca, Il passeggio sulla Riva degli Schiavoni - si introduce il tema della festa: le regate, attraverso le incisioni dall’opera Navi e Vascelli di Coronelli e dalla Miscellanea dell’Arsenale e i cibi tipici, con spunti tratti dalle incisioni dello Zompini.
È nel XIX secolo che la tradizione popolare prende il sopravvento. I fascicoli del giornale satirico Sior Tonin Bonagrazia, ricchissimo di articoli, inserti ed illustrazioni, lo testimoniano ampiamente: poesie, mottetti, festival per la miglior canzone dedicata al Redentor.
Le immagini di Calli e canali di Ferdinando Ongania ripropongono spaccati della Giudecca popolare di fine Ottocento e primi Novecento. Piccole imbarcazioni si addensano agli approdi e nel Bacino di San Marco: gondole, banche, barchini ospitano migliaia di spettatori.
 

Prezzo
€€
Informazioni aggiuntive

Biglietto: Il costo è di € 20 a persona (€ 18 per Amici della Querini e Alumni)
Prenotazione obbligatoria,
prenota su eventi@alumni.unive.it

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