Smart City - Urban Resilience
interventi di ricostruzione post-conflitto e di rigenerazione. I casi studio di Al Nada (Striscia di Gaza) e di Tigre (Argentina)
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All’interno della rassegna Gangcity si inserisce il Workshop Internazionale “SMART CITY. URBAN RESILIENCE” che propone una riflessione sui paradigmi e le tecnologie delle Smart Cities da applicare utilmente ai processi di rigenerazione urbana.
Nella giornata di giovedì 3 Novembre alle 14.30, presso lo Spazio Thetis Arsenale Nord di Venezia, il gruppo Architetti Migranti presenterà il lavoro compiuto sul tema delle strategie comunitarie di rigenerazione e di resilienza urbana per Al Nada nella Striscia di Gaza e Tigre in Argentina.
Il collettivo di giovani architetti ed ingegneri, nato all’interno del Corso di Alta Formazione permanente in Habitat & Cooperazione del Politecnico di Torino, ha indagato, a livello teorico-accademico e con un’esperienza diretta sul campo in Argentina, come sia possibile praticare una rigenerazione urbana in contesti anche molto differenti, dalle “villas” delle periferie di Buenos Aires alle aree post-conflitto nella striscia di Gaza, declinando il concetto di resilienza ai processi di partecipazione sociale e riuso di pratiche e materiali locali.
In occasione della partecipazione alla Biennale di Architettura, verranno presentati la metodologia e gli esiti che questo tipo di indagine hanno prodotto dall’interazione con diversi attori. ARCHITETTI MIGRANTI. RICERCHE E PROGETTI DAL MONDO Gli Architetti Migranti sono un gruppo di giovani architetti ed ingegneri provenienti da diverse città italiane incontratisi in occasione del Corso di Alta Formazione permanente in Habitat & Cooperazione organizzato dal Politecnico di Torino. Uno degli esiti del corso è stata la nascita di un collettivo di ricerca che ha, tra i diversi scopi, quello fondante di studiare e strutturare buone pratiche di progettazione partecipata, di mediazione del conflitto e di applicazione tecnologica adeguata.
L’aspirazione principale è quella di valorizzare le risorse presenti nel territorio per promuovere il miglioramento delle condizioni di vita, anche e soprattutto, attraverso il coinvolgimento pro-attivo delle comunità locali. I tre principi operativi sono: interazione, inclusione, partecipazione. Il ruolo in quanto professionisti è quello di facilitare i processi cosiddetti bottom-up, attraverso workshop ed eventi informali; identificare bisogni e necessità e sostenere le comunità locali nel creare reti forti ed indipendenti.
Alla 15. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia “Reporting from the front”, diretta dal premio Pritzker 2016 Alejandro Aravena, si affianca, tra gli eventi collaterali, il progetto Gangcity: una serie di workshop, talk e mostre fotografiche di respiro internazionale che intendono analizzare e raccontare tutti gli aspetti del legame, tanto stretto e capillare quanto poco conosciuto dall’opinione pubblica, tra criminalità organizzata e tessuto urbano. Gangcity documenta il fenomeno di parti di città sottratte ad ogni forma di controllo della legalità, al fine di attivare processi di riappropriazione e di cura degli spazi privati e pubblici. Il registro narrativo che emerge dall’analisi scientifica delle gang si integra con il racconto corale di architetti, urbanisti, artisti e sociologi, attori anch’essi, insieme ai cittadini, dei nuovi cicli di vita di quei tessuti urbani liberati dalla violenza delle gang attraverso le pratiche dell’inclusione sociale.
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