Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce
Presentazione mostra
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Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce
L’importante mostra milanese presentata all’Ateneo Veneto di Venezia
dalla curatrice Bozena Anna Kowalczyk
Martedì 21 febbraio alle ore 17 presso l’Ateneo Veneto di Venezia è prevista una conferenza di presentazione della mostra Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce, ospitata alle Gallerie d’Italia di piazza Scala a Milano fino al 5 marzo 2017.
Sarà la stessa curatrice Bożena Anna Kowalczyk, la più grande autorità sul vedutismo veneziano e in particolare su Bellotto e Canaletto, a presentare la mostra in cui sono riunite più di cento opere tra dipinti, disegni e incisioni, un terzo delle quali mai esposte prima in Italia.
Non poteva mancare una tappa veneziana per presentare i due grandi artisti che hanno reso celebri le vedute di Venezia in tutto il mondo.
E’ una iniziativa promossa dalle Gallerie d’Italia in collaborazione con l’Ateneo Veneto di Venezia.
L’evento è aperto alla cittadinanza e a tutti gli appassionati di arte.
La mostra "Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce" è dedicata al genio pittorico e all’intelligenza creativa di due artisti di spicco del Settecento europeo: Antonio Canal, detto “il Canaletto” e suo nipote Bernardo Bellotto, che seppero trasformare il vedutismo veneziano da genere peculiare a corrente d’avanguardia che caratterizzò quel periodo.
Canaletto s’impose sul teatro europeo grazie ai particolari procedimenti compositivi; Bellotto ne comprese i segreti della tecnica per poi sviluppare il proprio originale approccio secondo una personale chiave interpretativa.
L’incontro delle opere e il confronto tra i due artisti offrono uno sguardo interessante sul panorama europeo del tempo; ripercorrendo le tappe di un viaggio artistico che parte da Venezia, tocca varie tappe in Italia, prosegue alla volta dell’Europa, dove Bellotto mette a frutto l’insegnamento di Canaletto nelle sue vedute e paesaggi di stupefacente modernità, fino a raggiungere luoghi fantastici e immaginari, immortalati nei memorabili “capricci”.
Le opere di entrambi presentano tecniche che influenzeranno in vario modo la fotografia e il cinema in futuro e sono rappresentative di un periodo storico importante per il Bel Paese.
La mostra milanese è quindi il punto di partenza per raccontare un clima culturale, una corrente artistica e luoghi geografici particolarmente suggestivi.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
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